"Documentare il Volontariato”,
questo è il titolo del seminario che si è svolto giovedì 28 giugno a Terni,
presso la sede del Ce.S.Vol., il Centro Servizi per il Volontariato della
Provincia di Terni. L'iniziativa ha avuto l"obiettivo di sensibilizzare le
realtà associative locali al valore della documentazione e della gestione
sistematica e scientifica delle informazioni, per capire come i centri di
servizio possano essere supporto essenziale per la gestione del patrimonio
documentario delle associazioni e documentare la loro memoria storica.
Ha aperto l'incontro Roberto De
Carlo, presidente del Ce.S.Vol., che ha parlato del percorso di nascita
dell"Officina Letteraria, il servizio di documentazione che il Ce.S.Vol. mette
a disposizione del volontariato locale. Il servizio di documentazione del
Ce.S.Vol. parte nel 1999 dalla collaborazione tra il Ce.S.Vol. e la Biblioteca
Comunale di Terni, regolata da una convenzione che ha portato al costituirsi di
una sezione di libri e riviste sui temi del volontariato presso la biblioteca
comunale, catalogati tramite un software che consente di riversare i dati nel
sistema SBN nazionale. Dopo 8 anni di collaborazione con la biblioteca
pubblica, percorso non privo di elementi problematici, i servizi offerti
dall’Officina Letteraria tornano in parte alla sede del Ce.S.Vol. e si arricchiscono
grazie a un progetto, che ha avuto l’obiettivo di censire i fondi documentari
delle associazioni di volontariato iscritte al Ce.S.Vol. e di fornire strumenti
per impostare politiche di valorizzazione della cultura e della memoria storica
del volontariato.
"Finora la collaborazione tra la
Biblioteca Comunale e il Ce.S.Vol. è consistita essenzialmente del deposito
delle raccolte documentarie presso i locali della biblioteca, con possibilità
di prestito al pubblico. Dico questo perchè una biblioteca pubblica non può, di
fatto, sviluppare in maniera approfondita le tematiche del volontariato. Questo
è un servizio importante che può essere fornito da un centro di documentazione
specializzato.” - ha detto Marisa Gregori, responsabile del Coordinamento
generale della Biblioteca Comunale di Terni - “Il passo successivo di tale
collaborazione comporterà l’integrazione delle schede bibliografiche dei libri
del Ce.S.Vol. all’interno della base dati del sistema SBN nazionale, perché il
nostro ideale è la condivisione dei diversi patrimoni documentari attraverso
un’unica rete, accessibile a tutti i visitatori”.
E’ seguito l’intervento di
Francesca Gallini, responsabile del Settore Documentazione del Centro Servizi
per il Volontariato di Ferrara, che ha raccontato l’esperienza della Biblioteca
del Volontariato del CSV, presso il Centro di Documentazione Santa Francesca
Romana, in via XX Settembre 47 a Ferrara, e ha cercato, alla luce del percorso
ferrarese, di rispondere alla domanda “Perché documentare il volontariato?”:
“La documentazione è un processo attivo che definisce la realtà di un
territorio, di una comunità. Il lavoro di documentazione, adottato come prassi
per lasciare una memoria dei percorsi progettuali fatti insieme da più
associazioni che condividono lo stesso obiettivo, interviene nella definizione
e nella comprensione delle situazioni relative alle tematiche sociali di cui si
occupano le associazioni stesse. La documentazione delle esperienze, della
storia delle associazioni e dei progetti consente di salvarne la memoria, ma
anche di rileggere le esperienze dei progetti e le storie, aiuta nella verifica
e nell’analisi del percorso fatto, cogliendone le criticità e gli aspetti
positivi, per poter ripartire evitando che tutto si perda in un continuo fare e
tamponare bisogni urgenti. La documentazione è anche strumento tecnico e
metodologico per verificare che le attività dei Centri di Servizio rispettino e
realizzino il senso e l’identità dei centri stessi, e che le attività delle
associazioni realizzino i fini dei propri statuti. E’ uno strumento per
misurare il cambiamento del paesaggio sociale, per intraprendere un cammino di
riflessione e di presa di coscienza di ciò che si è fatto e si sta facendo e,
proprio in questo senso, è ricerca e definizione di identità .
La documentazione aiuta a
promuovere la sensibilità sui temi di cui si occupano le associazioni. Ciò che
viene documentato, trattato e salvato in un archivio, reso disponibile in un
catalogo in rete, riletto e rielaborato in rubriche di approfondimento su
giornali o riviste, viene in questo modo anche valorizzato e comunicato alla
cittadinanza. Quindi non resta marginale, non resta materia ristretta a una
cerchia di esperti o di volontari che, a volte, sembrano quasi alieni rispetto
al resto della società civile. Anche la sensibilità si costruisce a poco a
poco, attraverso un lavoro paziente e costante di diffusione di nuovi modi di
pensare e di percepire le situazioni di disagio, facendo conoscere realtà
sconosciute, facendo conoscere i bisogni ma anche le risorse di un territorio,
sgretolando a poco a poco i pregiudizi.
La documentazione è un processo
creativo. Chi fa questo lavoro è, da un lato, fruitore dei documenti,
dall’altro diviene anche autore di documentazione, perché la lettura è incontro
e, soprattutto, fa nascere idee. Non dimentichiamo poi che documentare il
volontariato è per sua natura un processo collettivo, che coinvolge tante
persone, perchè vive e mette insieme le idee, i modi di pensare, le
testimonianze, i bisogni di informazione, e riconosce tanti canali di entrata e
di uscita dell’informazione stessa. In campo sociale si documenta non solo per
scoprire le cause dei problemi, ma anche per lavorare in modo creativo sulle
strategie di soluzione e di ricerca di benessere.
Il centro di documentazione è
struttura in continua evoluzione perché il suo metodo di lavoro parte dal
basso, è un processo collettivo che coinvolge la comunità e parte dai bisogni
degli utenti. E’ promotore di una cultura che si costruisce insieme. Per questo
motivo è importante l’approccio diretto operatore – utente, per capire i
bisogni di informazione del secondo e metterli al centro di ciò che si fa. La
documentazione è un servizio tanto più innovativo ed elastico, quanto più
numerosi sono le relazioni con le persone e i collegamenti con le diverse
realtà che la alimentano, permettendo di fissare la memoria degli inevitabili
percorsi di cambiamento che caratterizzano la storia della comunità”.
Emanuela Puccilli, referente
dell’Officina Letteraria del Ce.S.Vol., ha illustrato il progetto di censimento
dei fondi documentari delle associazioni di volontariato locali, avviato nel
mese di febbraio 2007. “Il progetto ha lo scopo di approfondire le conoscenze
sull’origine e la formazione dei nuclei librari storici individuabili nelle
raccolte delle associazioni aderenti al Ce.S.Vol. della provincia di Terni e di
fornire strumenti per impostare politiche di valorizzazione di tali fondi. In
particolare, si propone di dare maggiore visibilità alle molteplici
interrelazioni tra nuclei librari posseduti da biblioteche diverse.” – ha
spiegato Emanuela Puccilli – “A tale scopo è stata definita una scheda
descrittiva, in grado di fornire le informazioni essenziali sulla storia del
fondo, sui possessori, sulla data e sui modi di acquisizione, sulla consistenza
e la tipologia dei materiali contenuti, sullo stato di conservazione e di
ordinamento, sull’accessibilità, sull’eventuale presenza di contrassegni
identificativi, sulla bibliografia e sulla realizzazione di mostre o altre
attività di valorizzazione. I principali obiettivi del progetto sono potenziare
i processi di sviluppo e coordinamento delle reti bibliotecarie costituite in
tutto il territorio provinciale, estendendo le attività in cooperazione
all’organizzazione dei servizi, allo sviluppo delle risorse informative
cartacee e digitali, alla gestione delle collezioni (acquisti e scarto), alle
politiche di conservazione e restauro ed alle attività di promozione dei
servizi per gli utenti; promuovere l’adesione di biblioteche scolastiche, di
istituti documentari privati, di istituzioni, di enti religiosi, alla specifica
rete territoriale; promuovere l’evoluzione degli applicativi gestionali degli
istituti documentari verso modalità avanzate di interconnessione tra
biblioteche e tra reti; integrare la rete documentaria provinciale del
Ce.S.Vol.; sostenere programmi di attività, a carattere sperimentale, per la
promozione del libro e della lettura, con particolare attenzione all’utenza
giovanile, alle categorie svantaggiate ed alle tematiche dell’intercultura;
promuovere attività di qualificazione del personale operante nel settore.
Dall’analisi parziale dei dati
del primo sondaggio dei fondi documentari delle associazioni emerge che la
maggior parte delle associazioni intervistate producono e utilizzano una grande
varietà di documenti. I principali punti di criticità, rilevati nella prima
fase di ascolto dei referenti delle realtà associative, che impediscono alle
associazioni di sviluppare l’attività di documentazione sono la scarsità di
risorse finanziarie, la mancanza di energie e competenze, i ritmi intensi di
lavoro imposti allo svolgimento delle attività istituzionali,
l’autoreferenzialità che si evince dall’uso di un linguaggio di soggettazione proprio
e non condiviso. Qual è il significato del documentare?
Oggi diventa un elemento
importante, ai fini della qualifica del lavoro delle associazioni, il veicolare
l’informazione, e non il supporto della stessa. La mission dell’Officina
Letteraria è il reperimento di informazioni tecnico-scientifiche al fine di
promuovere una cultura di diffusione e di condivisione di documenti e testi
custoditi dalle Associazioni di Volontariato presenti sul nostro territorio. I
destinatari sono le Associazioni di Volontariato operanti sul territorio della
provincia di Terni ed eventualmente coloro che intendono approfondire la
conoscenza della cultura del Volontariato ed i suoi ambiti d’intervento. Il
servizio dell’Officina Letteraria comprende la ricerca di informazioni sul Volontariato
e terzo settore in genere, su particolari ambiti di attività, anche su
specifica richiesta; l’accesso alla raccolta documentaria (libri, periodici,
letteratura grigia, materiale multimediale) relativa alle seguenti aree
tematiche: anziani, disabilità, donne, economia sociale, emarginazione,
formazione sul volontariato, immigrazione, intercultura, legislazione sociale,
minori, non profit, volontariato. Il patrimonio documentario dell’Officina
Letteraria è attualmente composto da circa 700 monografie e da un’ottantina di
periodici. L’Officina Letteraria ha l’obiettivo di divenire un luogo di
raccolta di materiale informativo sempre più ricco, messo a disposizione di
tutte le associazioni di volontariato, spinge a promuovere una campagna di
sensibilizzazione rivolta alle associazioni le quali possono (per motivi di
spazio o per esigenza informativa) donare o depositare in comodato d’uso il
proprio patrimonio documentario (libri, periodici, materiale multimediale,
locandine e volantini prodotti in occasione di un particolare evento) presso
l’Officina Letteraria che provvederà alla catalogazione, rendendolo accessibile
a tutte le Associazioni.” – continua Emanuela Puccilli – “Ora stiamo creando
una banca dati dell’Officina Letteraria separata ma in dialogo e condivisione
con altre biblioteche, tramite il supporto di intranet. Nel costituire una rete
documentaria, il rischio è di andare incontro a un eccesso di informazioni. Di
qui la necessità di selezionare e ordinare i documenti, attività che garantisce
la qualità della documentazione. Abbiamo fatto un censimento sul patrimonio
documentario delle associazioni e, sulla base delle conoscenze di tale
patrimonio, è possibile approntare politiche di valorizzazione di tale fondi
documentari,ai fini di promuovere la crescita delle associazioni. Il progetto
comprende 3 fasi:
1) Fase di elaborazione del
progetto: individuazione di obiettivi e risorse, di tempi e fasi di lavoro.
Definizione del metodo di rilevamento ed elaborazione delle schede di
censimento.
2) Fase operativa: primo
sondaggio telefonico e prima elaborazione dei dati.
3) Fase di analisi e promozione.
Nel corso della seconda fase sono
stati effettuati un sondaggio telefonico, telematico e anche diretto, con
visite presso le associazioni per prendere visione del materiale documentario.
Molte associazioni non riconoscono il valore dei fondi che possiedono, sia per
mancanza di risorse economiche che di competenze. Spesso l’associazione ha
molto materiale documentario, ma esso viene poco gestito. Si è cercato di
capire come può intervenire l’Officina Letteraria a supportare tecnicamente l’associazione
nella gestione di tale patrimonio. L’obiettivo è quello di intervenire laddove
l’associazione si trova in difficoltà. Il nostro sondaggio ha riguardato sia
associazioni iscritte (269) sia non iscritte. Su 200 associazioni contattate, risulta
che 82 hanno un patrimonio documentario, mentre le altre 72 non lo possiedono.
In realtà tutte le associazioni possiedono un fondo documentario, composto ad
esempio da poster o atti di convegni, ma non lo percepiscono. Dal primo
sondaggio emerge una serie di dati parziali sulle caratteristiche qualitative e
quantitative del patrimonio documentario delle associazioni. Le associazioni
vanno in seguito ricontattate. Spesso il patrimonio documentario delle
associazioni resta chiuso al loro interno, cosa che esprime i limiti di
comunicazione delle associazioni stesse. Anche la politica degli acquisti dei
fondi documentari resta autonoma e soggettiva nell’ambito di ciascuna associazione,
mentre sarebbe necessaria una pianificazione delle politiche degli acquisti per
ottimizzare le risorse economiche e di tempo, perché si inizierebbe un lavoro
partecipato. La maggior parte delle associazioni tende ad accumulare il
patrimonio documentario destinandolo ad uso interno. Spesso c’è la volontà, ma
mancano gli strumenti e le risorse per rendere fruibile tale patrimonio.
L’Officina Letteraria del Ce.S.Vol. svolge anche servizi di consulenza e
formazione, rivolti ad operatori delle associazioni e dei centri di
documentazione che gestiscono sistemi informativi. Quello che si vuole
raggiungere è anche un linguaggio comune di catalogazione e soggettazione dei
documenti. Si cerca di codificare in maniera strutturata la gestione del
patrimonio documentario nell’ambito delle associazioni. L’Officina Letteraria
produce un bollettino informativo, “Il Volontariato Informa”, che non si
sovrappone al bollettino telematico del Cesvol ma lo supporta, ad esempio dando
indicazioni di siti che si occupano degli argomenti di interesse e chiedendo
alle associazioni di partecipare alla segnalazione delle informazioni”.
Alessandra Della Spoletina,
responsabile dei Centri di Documentazione della Rete Laboratori Giovani
Ce.S.Vol, ha parlato del ruolo dei Centri di documentazione per il volontariato
giovanile: “I Centri di documentazione della rete dei laboratori giovani sono un
progetto avviato circa un anno fa che, inizialmente, prevedeva la messa in rete
di tre laboratori giovani. Ogni centro di documentazione porta avanti i temi
delle associazioni che fanno capo ad esso. Attualmente i Centri di
documentazione della rete giovani sono divisi per aree tematiche e situati
all’interno dei Laboratori Giovani del Comune di Terni: area comunicazione presso
blob.lgc; area diritti presso il laboratorio Diritti, Pace, Ambiente; area
conflitto e movimento presso il centro sociale Germinal Cimarelli, area teatro
gestito dal laboratorio Skenè e momentaneamente disponibile presso blob.lgc.
Tutti i centri dispongono di abbonamenti a riviste tematiche, monografie scelte
dalle associazioni e materiali audiovisivi inerenti i diversi settori, allo
scopo di consentire non solo la diffusione decentrata della capacità
documentativa e informativa, ma anche di consentire approcci e percorsi
differenti a disposizione dell’utenza. In ogni centro sono stati attivati i
servizi di prestito e consultazione e, attraverso l’impegno dei volontari, è
possibile effettuare dei percorsi specifici di approfondimento e ricerca da concordare
direttamente con gli operatori dei laboratori. La catalogazione dei fondi
documentari è stata fatta dai volontari dei laboratori. Le associazioni
giovanili hanno l’obiettivo principale di offrire opportunità ai volontari
attraverso corsi di formazione, rendendoli responsabili in prima persona di un
servizio che è sia per gli altri sia per sé. I centri di documentazione hanno
promosso ogni laboratorio dei giovani dando loro la possibilità di intraprendere
percorsi autonomi, attraverso diversi strumenti informativi. Le attività dei
centri sono il prestito e la consultazione dei documenti, gli appuntamenti di
rete che vedono coinvolti i centri competenti. C’è un altro valore importante
dietro i centri di documentazione: la fiducia che è stata accordata alla
progettazione dei centri giovanili. Spesso le associazioni giovanili sono
piccole e legate al tempo. Se le associazioni giovanili non vengono sostenute
rischiano di sparire, mentre il volontariato giovanile rappresenta da sempre la
parte più dinamica e innovativa del volontariato”.
Ha concluso il seminario
l’intervento di Francesca Leprotti, responsabile del Centro di Documentazione Disabilità
di Terni, sul Centro di Documentazione sulla Disabilità come risorsa per la
rete associativa: “Il nostro centro di documentazione intende fornire un
servizio sia verso la sua utenza abituale, ossia le persone disabili, i loro
familiari e operatori, ma anche verso laureandi e tecnici dei servizi pubblici.
L’offerta di informazioni del nostro centro è un insieme che viene plasmato in
base alle richieste degli utenti che a noi si rivolgono. Il centro di
documentazione sulla disabilità mette a disposizione di tutti coloro che sono
interessati a vario titolo ai temi della disabilità, un patrimonio di conoscenze
e informazioni specializzate, a carattere sia teorico che tecnico-operativo,
rendendolo accessibile alla consultazione e al prestito. Il centro nasce
nell’ambito del Centro Risorse EmpowerNet la cui mission è: - il rafforzamento
della rete associativa che opera per la promozione e la tutela dei diritti
delle persone con disabilità, dotandolo di capacità, competenze e informazioni
che consentano di giocare il proprio ruolo in modo efficace. Parliamo di un
centro Risorse per i diritti delle persone con disabilità che, attraverso
l’animazione della rete sociale, vuole favorire processo di empowerment delle
persone con disabilità e delle associazioni. – Il centro di documentazione,
dunque, opera per lo sviluppo della conoscenza sulla quale si fondano consapevolezza
e competenza necessarie a rendere la rete associativa protagonista nello
sviluppo del territorio attraverso la raccolta e la diffusione delle
informazioni dall’esterno verso l’interno, ossia verso i propri utenti (persone
e associazioni), e dall’interno verso un esterno costituito dalla comunità
sociale e dalle istituzioni. Fondamentale è la connettività che l’attività del
centro stimola, mettendo in collegamento il patrimonio documentale di vari
enti, associazioni e organizzazioni coinvolte sul tema della disabilità, anche
attraverso lo strumento del catalogo elettronico (OPAC). Attraverso
l’archiviazione e la conservazione dei materiali il centro si pone anche come
memoria storica dei cambiamenti, delle attività, degli obiettivi raggiunti nell’ambito
della disabilità e delle pari opportunità. Attualmente stiamo organizzando un
data base giuridico e legislativo locale e nazionale e dei siti sulla
disabilità. Cerchiamo di dare notizie a livello locale inerenti le tematiche di
cui le nostre associazioni si stanno occupando. L’informazione viene divulgata
all’esterno atraveso differenti canali, come la newsletter, il sito, l’organizzazione
di eventi, comunicati stampa, la gestione dell’opac on line.
Documentare è promuovere cultura
e consapevolezza. Un concetto per noi molto importante è quello di “empowerment”,
ossia il “potenziamento” della rete associativa attraverso la promozione dell’informazione
e della conoscenza delle tematiche. La documentazione è uno strumento politico
e culturale”.