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LISTA DI DOCUMENTAZIONE SOCIALE GENNAIO - FEBBRAIO 2008

A cura del Consorzio Ferrara Documentazione Sociale in collaborazione con Rete Nephila



CSV Doc
31-01-2008
Lista documentazione sociale

LISTA DI DOCUMENTAZIONE SOCIALE

Consorzio Ferrara Documentazione in collaborazione con Rete Nephila


ANNO III, Numero 1

GENNAIO - FEBBRAIO 2008


1/08 - E' ON LINE IL PORTALE DEL TEATRO SOCIALE DI COMUNITA"

Nasce il sito dedicato al teatro sociale e di comunità, www.teatrosocialedicomunita.unito.it, un servizio sia per chi è interessato ad un lavoro di ricerca di tipo universitario, sia per chi desidera informazioni su attività formative nel settore del sociale o su eventi di teatro sociale e di comunità. Il sito, promosso dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Torino e dalla Regione Piemonte, nasce con l"obiettivo di diffondere l’importanza e la bellezza intrinseca del teatro, ogni qual volta esso ha il coraggio di calarsi nel "sociale”, di evidenziare le sue capacità di scuotere le coscienze e di produrre cambiamento e trasformazione sia negli 'attori’ (molto spesso non professionisti) che negli spettatori. Il sito offre, inoltre, informazioni dettagliate su progetti di formazione e progetti di intervento (in contesti socio-sanitari, residenze per anziani, laboratori con disabili, teatro e carcere, eccetera), master in teatro sociale e di comunità, eventi di teatro sociale in Italia e all’estero. Pur essendo prioritariamente attento alle attività della Regione Piemonte, il portale è pensato e strutturato come un servizio per tutto il territorio nazionale, avendo la possibilità di segnalare, in un rapporto di collaborazione con le altre realtà italiane, le diverse attività sia in Italia che all’estero che si ispirano ai principi e alle metodologie del teatro sociale.


2/08 – IL PENSIERO UNICO SI IMPARA DA PICCOLI

GRAZIA HONNEGGER FRESCO AL XIV SEMINARIO DI REDATTORE SOCIALE

"Il pensiero unico si impara da piccoli”, frase lapidaria, quella con cui Grazia Honegger Fresco, insegnante e grande esperta di scuole per l’infanzia, ha introdotto il suo intervento alla 14° edizione di Redattore sociale, il seminario di formazione per giornalisti a partire dai temi della marginalità che si è tenuto presso la comunità di Capodarco di Fermo, nelle Marche, dal 30 novembre al 2 dicembre 2007. Grazia H. Fresco, scrittrice di vari saggi tra cui “Maria Montessori, una storia attuale” (L’Ancora del Mediterraneo, 2007), ha focalizzato il modello d’infanzia emergente nella società italiana contemporanea. “E’ un modello terribile.” – ha spiegato la H. Fresco – “Oggi si vedono bambini sempre più aggressivi, che presentano sintomi di depressione già all’età di due anni, trattati dai pediatri con psicofarmaci. Lo sviluppo dell’aggressività deriva da un profondo stato d’angoscia. Non si considera che la mente del bambino è affamata di esplorazione. Nella mia professione vedo sempre più spesso minori il cui sviluppo non viene lasciato, dagli adulti, libero di esprimersi: i genitori dicono ai figli cosa devono fare, quasi volessero 'costruire i loro bambini'. Questa situazione si trascina negli anni e pesa poi sul mondo della scuola, che dovrebbe essere il luogo dove si dà ascolto ai più piccoli. Invece la scuola sta diventando il luogo dell’omologazione: prevale la tendenza a dividere gli alunni per classi sempre più omogenee, dove tutti sanno fare le stesse cose evitando così la gestione dei conflitti. In realtà manca la cultura dell’infanzia. Ho scoperto che nelle scuole elementari e medie inferiori finlandesi, per esempio, non si danno voti perché si è finalmente capito che, fino a quell’età, la competizione è una dinamica dannosa per lo sviluppo della persona. Occuparsi dei bambini è un incrocio di competenze. Nel 2006 è comparsa sui giornali la notizia che sarebbero stati aperti in Italia circa 3.000 asili nido. E sappiamo che l’asilo nido permette alle madri di lavorare, affrontando orari lavorativi che per le donne prevedono una flessibilità molto scarsa. Ma nessuna voce ha detto chi preparerà le persone che dovranno prendersi cura di queste migliaia di bambini, spesso inseriti al nido bruscamente, senza un periodo di adattamento graduale.”


3/08 – PRESENTATO IL RAPPORTO SOCIALE 2005-2007 DEI CENTRI DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO DELL’EMILIA-ROMAGNA

In occasione della sesta Conferenza Regionale del Volontariato è stato presentato il Rapporto sociale 2005 – 2007 dei Centri di servizio dell’Emilia – Romagna, rapporto che documenta l’operato dei 9 Centri provinciali ed integra l’azione di trasparenza garantita da ogni singolo CSV al proprio territorio di riferimento attraverso la realizzazione del Bilancio sociale. L’azione dei CSV, retti da una base sociale composta da organizzazioni di volontariato, si divide tra funzioni di orientamento e strategiche, svolte a titolo gratuito dai volontari che siedono nei Consigli Direttivi e nelle Assemblee, e momenti operativi, delegati agli staff operativi, le cui mansioni di supporto tecnico sono coordinate dal direttore. Nel periodo 2006-07 i Csv hanno sostenuto 371 progetti sociali di rete, progetti che partono dall’analisi delle caratteristiche sociali del territorio, giungono ad affrontare i principali bisogni individuati, coinvolgono altri attori – in particolare istituzioni e terzo settore - all’interno di una logica di apertura a tutte le organizzazioni di volontariato del territorio. I principali settori di intervento di tali percorsi progettuali sono stati: l’assistenza sociale (34%), la promozione del volontariato (20%), la sanità (10%), l’istruzione e ricerca (9%), la tutela dei diritti (8%). Questi gli obiettivi dei progetti: sensibilizzare la cittadinanza (20%), sviluppare interventi sul territorio (19%), sostenere il lavoro di rete (16%), incrementare le competenze dei volontari (14%) e promuovere l’integrazione sociale (14%). Da un’indagine emerge che la ricaduta della progettazione sociale 2005-06 presso le associazioni di volontariato dell’Emilia-Romagna coinvolte ha interessato i seguenti aspetti: perseguire con consapevolezza le proprie finalità (83.4%), acquisire una visione più ampia dei problemi sociali (81.9%), migliorare la capacità progettuale (81.4%), leggere i bisogni del proprio territorio (76.6%), rendere l’associazione maggiormente visibile sul territorio (75.6%). Per concludere i CSV dell’Emilia Romagna condividono diversi obiettivi di miglioramento tesi a favorire il confronto e il raccordo tra i vari soggetti pubblici e privati dei territori di riferimento, l’autonomia delle organizzazioni di volontariato e l’ottimizzazione delle risorse economiche. Si va verso un percorso di valori e di contenuti da trasmettere che porti a una rappresentanza reale del volontariato, ad un volontariato espressione di cittadinanza attiva e sempre più consapevole.


4/08 - A FERRARA UN PERCORSO DI “ESERCIZI DI PENSIERO SULLE QUESTIONI INTERCULTURALI”

I tre incontri, promossi dal Comune di Ferrara-Istituzione servizi educativi, scolastici e per le famiglie in collaborazione con il Centro Servizi Integrati per l’Immigrazione, si terranno a Ferrara il 21 febbraio, l’11 marzo e il 27 marzo 2008.

Il primo appuntamento è giovedì 21 febbraio, alle ore 15 presso l’Assessorato alla Pubblica Istruzione in via Calcagnini 5, con Leyla Dauki, mediatrice culturale e formatrice su tematiche inerenti il mondo arabo e sulla costruzione del pregiudizio verso la religione islamica, che parlerà della mediazione interculturale come spazio di relazione e comunicazione tra diversità. Martedì 11 marzo, alle ore 15 presso Palazzo Bonaccossi in via Cisterna del Follo 5, Davide Zolletto, docente e ricercatore di Pedagogia generale e sociale dell’Università di Udine, terrà l’incontro sul tema “stranieri a scuola. Allievi e docenti alla prova dell’ospitalità”. Davide Zolletto è autore di un libro di particolare interesse e spessore (Straniero in classe. Una pedagogia dell’ospitalità, Milano, Raffaello cortina, 2007), che ci invita ad assumere insieme agli alunni stranieri la dimensione dello spaesamento per costruire e ricercare in modo congiunto, relazionale e co-partecipato le forme della convivenza. Il ciclo si concluderà giovedì 27 marzo, alle ore 15 a Palazzo Bonaccossi, con Daniela Iotti, psicoterapeuta transculturale, che svilupperà il tema “tra rischi e risorse: l’adolescente migrante e il ruolo della scuola”. Daniela Iotti è tra le fondatrici dell’Associazione Diversa/mente di Bologna (www.associazionediversamente.org), che si occupa da anni di tematiche inerenti il lavoro psicologico con i migranti, di questioni etnopsicologiche ed etnopsichiatriche. Per iscrizioni e informazione: dott.ssa Laura Lepore – email lepore.istruzione@comune.fe.it



5/08 – UN LIBRO RIPERCORRE TRENT'ANNI DI STORIA DELL'INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITA'

Sono passati trent’anni dall’approvazione della legge 517 del 1977, che qualificò il contesto italiano come precursore a livello internazionale della full inclusion. Fu una scelta coraggiosa, da alcuni anche criticata come azzardata e precipitosa, che motivò, e per certi versi costrinse, la realtà scolastica italiana a rimboccarsi le maniche, elaborando e approfondendo analisi teoriche, prassi e strategie operative, modelli di intervento e di collaborazione, percorsi di formazione. Il libro “L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità – Trent’anni di inclusione nella scuola italiana” a cura di Andrea Canevaro (Erickson edizioni, Gardolo [TN], c2007), si pone l’obiettivo di fare il punto della situazione, per vedere cosa è cambiato e cosa si può ancora cambiare per migliorare la qualità della vita degli alunni con disabilità. Si tratta di un progetto articolato, che si avvale di contributi e orizzonti molteplici, così com’è, da un lato, sfaccettata l’esperienza di vita delle persone con disabilità e, dall’altro, complessa e ricca di contaminazioni la riflessione e l’operatività di quella disciplina di confine che è la pedagogia speciale. Vengono affrontati quindi i temi della legittimazione teorica della pedagogia speciale, della fondazione giuridica ed etica dell’integrazione, verrà ripercorsa e analizzata la storia legislativa e culturale della scelta inclusiva italiana, confrontandola con le esperienze internazionali. Sono oggetto di approfondimento non solo le questioni che riguardano specificatamente la scuola (la normativa, le strategie inclusive, la didattica), ma anche le altre dimensioni esistenziali (il contesto familiare, il gioco, la sessualità, la collaborazione con altre figure di cura) e l’integrazione sociale più in generale, in un’ottica di progetto di vita.


6/08 – A FERRARA UNA MOSTRA PER IL GIORNO DELLA MEMORIA

La sala espositiva del Museo del Risorgimento e della Resistenza, in Corso Ercole I d'Este 19 a Ferrara, ospiterà, dal 1 al 17 febbraio prossimo, la mostra – studio “Italiani pericolosi”. I campi di internamento e di concentramento in Italia, curata da Enrico Trevisani e Gian Paolo Borghi per il Centri di Documentazione Storica del Comune di Ferrara. Inserita nel calendario ufficiale delle Celebrazioni promosse dal Comitato Provinciale 27 Gennaio, si propone di documentare una dura (e triste) pagina della storia italiana, per taluni versi ancora non completamente nota.Il 4 settembre 1940 Mussolini firmò un decreto con cui vennero istituiti i primi 43 campi di internamento per cittadini di paesi nemici dislocati nelle provincie centro – meridionali; ancora oggi è difficile stabilire con precisione il numero dei campi presenti in Italia (spesso situati in edifici non utilizzati e abbandonati): si ritiene che ne esistessero più di 400. Furono creati anche campi d'internamento civile sottoposti alla giurisdizione del Ministero dell'Interno che, per garantire l'applicazione delle disposizioni previste per l'internamento, nominò specifici Ispettori Generali di Pubblica Sicurezza. Le condizioni generali di vita nei campi erano in genere primitive e umilianti: la perdita di libertà degli internati era accompagnata da sovraffollamento, vitto insufficiente, mancanza di riscaldamento e di acqua potabile. Accanto ai campi di detenzione gestiti da italiani vi erano, in Italia, anche campi di concentramento e di smistamento gestiti dalle milizie naziste a Fossoli di Carpi (Modena), San Dalmazzo (Cuneo), Bolzano – Gries e Trieste (risiera di San Sabba) nei quali le condizioni di vita erano ulteriormente peggiori, tanto da essere considerati vere e proprie anticamere dello sterminio. In particolare la risiera di San Sabba, dopo l'occupazione tedesca dei territori della Venezia Giulia, da campo di detenzione per partigiani fu destinata a divenire centro di raccolta e smistamento per gli ebrei: in pratica un vero e proprio campo di sterminio. La mostra è stata progettata con la collaborazione di musei ed istituti italiani interessati alla tematica e si avvale anche degli apporti di Donato Bragatto, Micol Bonsi, Ilenia Verzola ed Enrico Tumiati. L'impaginazione digitale è stata realizzata da Riccardo Pareschi. Ad ingresso libero, può essere visitata da martedì a domenica, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.


LISTA MAIL DOCUMENTAZIONE SOCIALE

a cura di Francesca Gallini, Andrea Pancaldi

in collaborazione con Rete Nephila.

Redazione: Consorzio Ferrara Documentazione Sociale

c/o Segreteria CSV Ferrara, Settore Documentazione, c/o Ce.Doc, email

documentazione@csvferrara.it, via XX Settembre 47 – 44100 Ferrara; Tel. 0532/769889.

http://www.csvferrara.it www.cdsfe.it

Rete Nephila

Segreteria c/o Centro di Servizi per il Volontariato SPES – Lazio, via del Vigneto 12 – 00176 Roma

Referenti della segreteria: Francesca Amadori, Veronica Di Stasi

Tel. 06/70304704 – email documentazione@spes.lazio.it

La lista recapita gratuitamente notizie, documenti, aggiornamenti bibliografici sui temi dell’utilizzo

e della produzione di documentazione in campo sociale e delle strutture operanti in questo ambito.

Tra i temi trattati: centri di documentazione, rapporto centri di documentazione/biblioteche

pubbliche, corsi, convegni, ricerche, siti web di documentazione, scrittura, letteratura ed

emarginazione, accessibilità all’informazione.

Vi invitiamo ad inviarci notizie da far circolare nella lista che è diffusa

a centinaia di indirizzi a livello nazionale.

Vi invitiamo inoltre a rigirarla alle Biblioteche e CD del vostro territorio.









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ANNO III, NUMERO 3, 18 LUGLIO 2008

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MARZO - APRILE 2008

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